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Stefania e la casa agricola di famiglia.


Le donne fino all’inizio degli anni ’70, prima della migrazione verso le grandi città che garantivano un lavoro sicuro in fabbrica, sono state l'anello forte dell’economia famigliare rurale. Erano loro a governare le stalle, a mungere le vacche, a fare una parte del lavoro nei campi, a produrre con attenzione la semenza scegliendo le colture migliori, a creare piatti poveri e senza spreco oltre ad essere madri, mogli e ancora oggi svolgono un mestiere purtroppo maggiormente destinato agli uomini.


Ma la terra è madre e forse è per questo motivo che le donne comprendono e “sentono” la vita che quella favolosa composizione chimica naturale nel terreno è capace di creare.


Questa foto è una traccia degli anni '60: siamo nelle Marche nella terra dell'azienda agricola Biomalavolta che trovate tra le varie testimonianze pubblicate sul sito.


Le micro catene rurali hanno sempre visto alla base le donne; le monda riso, le braccianti, le custodi dei semi oppure quelle donne che in tempo di guerra barattavano il poco cibo disponibile. Penso alla storia del formaggio Agrì di Valtorta in provincia di Bergamo (un formaggio agro, asprigno) per il quale le donne ogni giorno, grazie ad un bastone messo sulle spalle con appesi due sacchi di cagliata alle estremità camminavano per chilometri fino a svalicare arrivando nella valle a fianco dai casari, per poi tornare indietro con del cibo appena barattato, mentre gli uomini facevano manutenzione nelle stalle, lavoravano la terra e producevano le cagliate di formaggio; ma mi viene in mente anche nonna Irma, la mia nonna romagnola, che in piena guerra lungo la linea gotica, un pò a cavallo della sua inseparabile bicicletta con i freni a bacchetta e un altro po' a piedi, si faceva 40 chilometri andata e ritorno per barattare nella vicina Marradi in Toscana qualche barattolo di savor o le bottiglie di saba con del formaggio e della farina di castagne ricca di potassio, che davano forza e nutrimento in mancanza di carne; mentre il mio nonno Alfredo, a suon di colpi di piccone, costruiva un rifugio antiaereo sul fianco di una collina insieme agli uomini del paese.


Le donne sono più forti perché sanno sostenere i terremoti dell'anima.


Non si arrendono e portano dentro di sé la capacità di accogliere la vita proprio come fa la terra e noi tutti staremmo molto meglio se solamente concedessimo maggiormente la nostra fiducia: chiaramente a entrambe. Per questo motivo non mi stupisce affatto che Stefania di Casa Agricola Chierici abbia virato verso la terra di famiglia per affiancarsi al padre continuando un percorso "agricologico", apportando delle modifiche sostanziali all'azienda e alla sua produzione, spinta da un sentimento di ricongiungimento con la terra. Ma devo anche dire che se tutto questo è successo, oltre che merito di Stefania, probabilmente è anche grazie ad un padre che ha saputo concederle fiducia e libertà e questo non è per nulla un aspetto scontato.


Io sono convinto che non esista niente di maggiormente ospitale della terra, capace di creare legami forti e autentici ma altrettanto in grado di tenerli serrati e farli vivere nella bellezza perchè la sua vocazione è essere tale: staremmo tutti molto meglio se solo ci adeguassimo.



Cliccate qui sotto per ascoltare la testimonianza.

Spero che questo mio lavoro vi ispiri affinché possiate iniziare a scegliere alimenti locali e vicini che per nascere, crescere e raggiungerci non consumino il nostro ambiente ma creino buona salute e della sana socialità. Se questa realtà si trova nella vostra zona contattatela per comprendere in che maniera potrete servirvi delle sue risorse oppure per ispirarvi e realizzare il vostro progetto.


347 577 6915 • info@agricolachierici.it


La nostra terra e la vostra salute vi ringraziano.









 

CHIUNQUE SIA ARRIVATO FIN QUI, ORA POSSIEDE IL GRANDE POTERE DI DARE FORZA AL PROGETTO CONDIVIDENDO IL PIU' POSSIBILE QUESTA TESTIMONIANZA, AFFINCHE' AUMENTI SEMPRE PIU' IL NUMERO DI PERSONE CHE COMPIONO LE SCELTE GIUSTE PER LA PROPRIA SALUTE E PER QUELLA DELLA TERRA.

 
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