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...E poi ho sentito l'impulso di "sfamare le masse"


La terra, intendo dire il terreno che accumula vita atta a creare altra vita ma, come mi racconta Pietro, non è facile lavorarlo usando tecniche che tutelino la sua naturale ricchezza e forza senza invaderlo o avvelenarlo "se si sceglie di avere un rapporto onesto e di scambio reciproco con la propria terra, più si cerca di conoscerla e maggiormente ci si rende conto di quanto non la si conosca mai del tutto e si abbia la continua necessità di imparare le sue infinite potenzialità, per cercare di dare una direzione alla sua natura e ai frutti che genera."


E' come un viaggio senza fine perché le tecniche virtuose, non invasive e che operano nel rispetto della sua salute sono veramente molte e, parlando con i contadini che poi ho raccontato e continuo ad inserire su questo sito, ho notato quanto funzionino tutte. Credo che il motivo fondamentale per il quale la sperimentazione, l'ascolto e l'osservazione non avranno mai fine sia da ricercare nel risultato che rende capaci le terre di avere quell'energia che permette loro di generare alimenti vivi. Se di terre vive parliamo allora nel sentimento inciampiamo ed è proprio quello che è accaduto a Pietro che dopo essersi laureato in biologia, specializzandosi in biotecnologie alimentari, percependo che non sarebbe stata quella la sua strada, ha deciso di iniziare un percorso contadino basato su un naturale e sincero rapporto con la sua di terra in maniera da poter creare i suoi alimenti naturali per nutrire il più possibile la comunità del suo territorio. Ecco che inizia a soddisfare quell'impulso, come lui ama dire, di "sfamare le masse", che significa volere creare un'alternativa alimentare sana, sostenibile e che non consumi l'ambiente, in contrapposizione ad un sistema di produzione industriale e di grande distribuzione alimentare che premia le produzioni intensive, la chimica di sintesi, l'inquinamento e il deperimento del suolo, pur di ottenere prodotti a bassissimo costo per poterli commercializzare a prezzi da discount. Ma l'alta densità di quegli alimenti, le capacità nutrizionali, la nobiltà della loro chimica naturale che ci nutre e cura, la sostenibilità con la quale dovrebbero essere prodotti senza consumare risorse e pianeta, tutti questi valori si possono ritrovare esclusivamente nelle terre coltivate localmente da persone leali e non al supermercato, l'ultimo tassello di una catena che sta consumando il nostro ambiente.


"Ho una famiglia, moglie e due figli e sono una persona di 30 anni giovane ma con le idee chiare. Lavoro circa 5000 metri di terreno coltivando orticole e in 1 ettaro seguo un frutteto, ma la mia azienda agricola è comunque nata nel 2017, giovane anche lei, ed essendo solo faccio fatica a gestire tutto per cui mio padre spesso mi aiuta. Preferisco lavorare la mia terra senza stressarla quindi con la tecnica "no dig" evitando di fresare il terreno e al contempo adoperando materie organiche per nutrirlo come i sovesci, il compost e a volte del letame, ma so perfettamente che la mia ricerca continuerà."



Avere di fronte un ragazzo di 30 anni, laureato, con le idee chiare e che ha compiuto una scelta importante per inserirsi nella microfiliera contadina locale del suo territorio, mi fa pensare a quanti giovani laureati e preparati abbiano scelto di lavorare la terra in maniera competente con tecniche naturali con il fine di produrre alimenti genuini; ne ho incontrati molti, quasi tutti quelli che ho raccontato su questo sito, e credo che questa ricetta fatta di studio e passione sia alla base della rivoluzione naturale che sta fortemente spostando l'asse della produzione alimentare verso la consapevolezza del fatto che le politiche alimentari debbano essere rifondate a partire dal fabbisogno reale delle comunità e non dallo spreco generato dalla catena di produzione industriale e dalla grande distribuzione. I nuovi giovani contadini sono preparati, sensibili ai temi di ambiente e sostenibilità, fanno rete e stanno segnando strade alternative percorribili, sia economicamente che qualitativamente, dalle proprie comunità e possono essere forti e incisivi nell'offerta alimentare oltre che nelle richieste rivolte alla politica locale.


"La terra tutta, per me è quell'elemento vitale sul quale si basa l'intera umanità per il suo sostentamento; la mia terra è diventata una compagna di vita, da comprendere, da rispettare e che ogni tanto mi fa perdere la pazienza perché non riesco a raggiungere i risultati che vorrei, ma resta una continua e meravigliosa scoperta, perché più le regali vita, grazie alla fatica del tuo lavoro, e maggiormente lei ti rende vita: questo meccanismo mi affascina e mi appassiona" (Pietro)


Non credete che si tratti di amore? Io si.



"In campo, anche se comporta una dose maggiore di lavoro manuale, cerco di aiutarmi con tecniche e attrezzi per nulla invasivi anzi; ho imparato anche ad usare la stessa natura per risolvere i problemi che lei crea alle piante. Ad esempio uso tunnel anti-insetto che tengono lontani gli insetti dannosi, mentre io posso inserire nei canali di copertura quelli che invece aiutano le colture. Un altro rimedio semplice e naturale è quello apportato dalla rotazione orticola che tende ad evitare che sopraggiungano malattie che potrebbero pregiudicare i raccolti; a volte uso anche preparati naturali, come l'olio di Neem, che difende le coltivazioni rafforzando le innate capacità di reagire delle colture stesse."



"Faccio anche parte di una rete informale di aziende agricole italiane, all'interno della quale ci scambiamo idee, consigli, condividiamo esperienze e serve moltissimo per confrontarci ed essere vicini anche se molto distanti. Mi rendo conto che senza fare rete diventa difficile creare immediata offerta sul mercato locale degli alimenti naturali, cosi' come comprendo anche che le persone siano attratte dalla facilità di acquistare il cibo al supermercato, ma se noi tutti imparassimo a trattare gli alimenti per la giusta funzione che hanno, e cioè quella di nutrire e curare, capiremmo che i prodotti naturali dei contadini sono il giusto investimento per invecchiare in maniera sana evitando di consumare ambiente per produrli"


...E infatti non è un caso che esista la Nutraceutica che divulga gli effetti della "farmacia" naturale creata dai nutrimenti presenti negli alimenti sani: in poche parole curarsi mangiando e non mangiare male per poi doversi curare.


Caro e grande Pietro posso solo augurarti di non mollare mai, perché sei una locale e fondamentale realtà nel grande ingranaggio della rivoluzione naturale che non conviene ad un sistema basato sulla globalizzazione e mercificazione delle terre; un sistema costretto ad evitare l'aumento della massa critica che invece si sta sempre più rafforzando grazie alla consapevolezza del fatto che prima o poi, se non cambiamo atteggiamento, saranno gli eventi disastrosi a farci comprendere che la natura non ha bisogno di noi e dei problemi che le creiamo, mentre invece siamo tutti noi a non poter vivere senza lei.


Spero che questo mio lavoro di raccolta di testimonianze vi ispiri affinché possiate iniziare a scegliere alimenti locali e vicini che per nascere, crescere e raggiungerci non consumino il nostro ambiente ma creino buona salute e della sana socialità. Se questa realtà si trova nella vostra zona contattatela per comprendere in che maniera potrete servirvi delle sue risorse oppure per ispirarvi e realizzare il vostro progetto.


Azienda agricola Tomato de Ma' - Via ponte della Maddalena 16033 Lavagna (Ge) +39 328 065 6727 pietro91armenante@gmail.com - https://www.facebook.com/TomatodeMa


La nostra terra e la vostra salute vi ringraziano.

 

CHIUNQUE SIA ARRIVATO FIN QUI', ORA POSSIEDE IL GRANDE POTERE DI DARE FORZA AL PROGETTO CONDIVIDENDO QUANTO PIU' POSSIBILE QUESTA TESTIMONIANZA, AFFINCHE' AUMENTI IL NUMERO DI PERSONE CHE COMPIONO LE SCELTE GIUSTE PER LA PROPRIA SALUTE E PER QUELLA DELLA TERRA








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