Il futuro alimentare passa di qui
- Furio Busignani

- 3 giorni fa
- Tempo di lettura: 3 min

In un sistema alimentare dominato dalla grande distribuzione, dove il cibo percorre migliaia di chilometri, perde valore nutrizionale e viene standardizzato fino a non avere più storia né volto ma solo perfezione pubblicitaria, esperienze come questa assumono un significato che va oltre l’agricoltura. La grande distribuzione dei supermercati promette abbondanza e convenienza, ma distribuisce cibi prodotti a scapito della Natura, del Suolo e della salute delle persone, sostenendo filiere opache, monoculture impoverite e un’idea di progresso che consuma più di quanto rigeneri ed estrae più di quanto restituisca.
I giovani contadini che scelgono di restare — o di tornare — alla terra rappresentano una rottura con questo modello. Non sono nostalgici del passato, ma innovatori silenziosi. Mettono in discussione l’idea che produrre di più significhi produrre meglio, e dimostrano che un’agricoltura diversa è possibile: più giusta per chi lavora, più sana per chi mangia, più rispettosa per gli ecosistemi. In un contesto in cui il cibo è diventato merce anonima, loro lo restituiscono alla sua dimensione originaria: nutrimento, relazione, cura. Sostenere storie come questa significa anche interrogarsi su cosa scegliamo ogni giorno quando mangiamo. Perché il futuro alimentare non si costruisce solo nei campi, ma anche nei rifiuti che evitiamo, nei prodotti che privilegiamo, nelle filiere che decidiamo di sostenere. E forse, se oggi il futuro passa davvero da qui, è perché questi giovani contadini stanno coltivando non solo la terra, ma un’alternativa concreta a un sistema che ha mostrato tutti i suoi limiti.
C’è infine un aspetto che raramente entra nel prezzo di ciò che troviamo sugli scaffali della grande distribuzione, ma che prima o poi arriva comunque a destinazione: il conto. Un’agricoltura intensiva, dipendente da chimica, sfruttamento del suolo e filiere lunghe, genera danni che non vengono pagati da chi li provoca, ma scaricati sulla collettività. Li paghiamo con più tasse, con la riduzione dei servizi pubblici, con nuovi costi ambientali che diventano emergenze da gestire. Quando i suoli vengono impoveriti perdiamo la loro capacità di trattenere acqua, e questo significa più alluvioni, più frane, più soldi pubblici spesi in riparazioni e messa in sicurezza. Quando la biodiversità scompare perdiamo l’impollinazione naturale, la fertilità dei terreni, il controllo biologico dei parassiti, e dobbiamo sostituire questi servizi gratuiti della natura con input artificiali sempre più costosi. Quando l’acqua viene contaminata da nitrati e pesticidi, il prezzo non è solo ecologico: è nelle bollette, nei costi di potabilizzazione, nei sistemi sanitari sotto pressione. Questi sono i costi ecosistemici: servizi che gli ecosistemi ci fornivano gratuitamente — suolo vivo, acqua pulita, aria respirabile, stabilità climatica locale — e che oggi siamo costretti a pagare due volte. Una volta al momento dell’acquisto, con un cibo apparentemente economico, e una seconda volta come cittadini, attraverso tasse, tagli ai servizi e spese collettive sempre più alte.
Sostenere giovani contadini che praticano agroecologia non è quindi solo una scelta etica o romantica. È una scelta razionale, economica, politica. Perché ogni ettaro rigenerato, ogni filiera accorciata, ogni comunità che torna a produrre cibo in equilibrio con gli ecosistemi, l'ambiente, il territorio e i paesaggi è un costo in meno per tutti e un investimento concreto nel nostro futuro alimentare, perché è vita che non si disperde senza fare ritorno.
Cliccate qui sotto per ascoltare la testimonianza di "Podere 101"
Spero che il mio lavoro vi ispiri affinché possiate iniziare a scegliere alimenti locali e vicini che per nascere, crescere e raggiungerci non consumino il nostro ambiente ma creino buona salute e della sana socialità. Se questa realtà si trova nella vostra zona contattatela per comprendere in che maniera potrete servirvi delle sue risorse oppure per ispirarvi e realizzare il vostro progetto.
Podere 101 - Via Baiesi 101/C, Anzola dell’Emilia 40011 Bologna
tel. +39 3318005352
CHIUNQUE SIA ARRIVATO FIN QUI, ORA POSSIEDE IL GRANDE POTERE DI DARE FORZA AL PROGETTO CONDIVIDENDO IL PIU' POSSIBILE QUESTA TESTIMONIANZA, AFFINCHE' AUMENTI SEMPRE PIU' IL NUMERO DI PERSONE CHE COMPIONO LE SCELTE GIUSTE PER LA PROPRIA SALUTE E PER QUELLA DELLA TERRA.
#alimentisani #lasciaparlareilsuolo #progettoetico #progetto #difendeteilterritorio #cultura #civiltà #umanità #letsoildothetalking #contadini #contadine #rispettalaterra #seminatebuonavita
#trovavicinouncontadino #findapeasantnearby #biodiversità #mappaterresane #salvareterrealimentivita #ethicalprj #naturale #rispetto #sustainable #gentemeravigliosa #savesoilfoodlife #alimentilocali #sostenibile #difendilaterra #difendilavita #comunità




Commenti