Il mio orto è "franco" e così voglio che resti: sincero.


Alessandro 28 anni, diplomato e laureato in agraria a Viterbo, è sempre stato uno spirito libero e in sintonia con la terra. A 14 anni, o giù di lì, inizia il suo cammino grazie all'estrema curiosità che solitamente dimora nelle persone intelligenti e che lo spinge ad interessarsi alle piante succulente, cactus e affini, fino a frequentare un vivaio romano molto famoso all'interno del quale possiamo immaginare abbia potuto soddisfare le sue curiosità dando sfogo alla sua passione pulsante.


"A 16 anni ho preso in affitto un terreno insieme ad un amico e ho iniziato a fare orticoltura; questa esperienza probabilmente mi è servita per capire meglio quale fosse il mio percorso ed ero certamente molto giovane, ma le spinte che sentivo e che mi hanno guidato a proseguire il mio cammino erano comunque molto chiare e forti"


"Da quella prima esperienza sono passato a qualcosa di maggiormente sociale iniziando a gestire la terra della cooperativa sociale Giuseppe Garibaldi, che fa ancora oggi capo all'istituto agrario che io stesso ho frequentato, ed è una cooperativa che opera nell’inclusione di persone con autismo e disabilità intellettiva in ambito scolastico e lavorativo: in quegli anni ho lavorato a contatto con ragazzi colpiti da grave autismo e iperattivi. Il mio percorso di studi mi ha poi portato successivamente a Viterbo dove ho conseguito la laurea e dove, lavorando all'interno del Parco dei 5 sensi che offre visite sensoriali a contatto con la natura, ho conosciuto Bachan la mia attuale compagna e da aprile moglie, con la quale ci siamo insediati in una cascina con della terra di pertinenza che ho iniziato a lavorare, mentre lei continua ad insegnare joga"





"Abbiamo 3000 mt all'interno della proprietà della cascina e nel tempo ho acquistato un altro ettaro da un mio vicino confinante con il nostro casale Le Quercie. Nei 2/3 del terreno coltivo zucche, patate, cipolle e aglio perchè sono colture che posso conservare facilmente in cantina al fresco e quindi durano più di altre nel tempo; nel restante terreno produco gli ortaggi freschi che mi servono soprattutto per i clienti ai quali fornisco cassette settimanalmente, con il principio che quello che riesco ad avere in campo io servo, cercando chiaramente di proporre sempre una certa varietà di ortaggi e frutti all'interno della cassetta."





"Per nutrire la mia terra in mado non invasivo uso sovescio, leguminose, graminacee ma l'aspetto al quale tengo maggiormente è la reintegrazione dell'azoto nel suolo e il progetto che seguo mi porterà ad autoprodurre gli elementi che mi serviranno per nutrire la mia terra partendo da alghe e quindi da concime fogliare: voglio diventare indipendente pur avendo un rapporto di rispetto con il mio terreno."



Alessandro è una persona molto concreta, ma soprattutto molto preparata e il suo carattere evidentemente portato all'ascolto del prossimo, lo ha facilitato anche nella convivenza con i vicini che sono principalmente persone anziane che coltivano il loro pezzo di terra, l'orto di casa più o meno grande, con metodi convenzionali e quindi se serve l'erbicida lo usano. Pian piano nel tempo dimostrando i risultati che si possono ottenere naturalmente dalla sua terra è riuscito a far cambiare loro totalmente rapporto con il suolo evitando l'uso di veleni.


"Non mi sono mai arrabbiato e non ho mai discusso con chi adoperava la chimica di sintesi ed era confinante con il mio terreno lavorato in maniera naturale. Se li avessi aggrediti avrei semplicemente sortito l'effetto opposto, perchè si sarebbero chiusi, irrigiditi e bloccati nelle loro idee, nelle loro pratiche che peraltro erano le cose che da sempre facevano e conoscevano. Mi sono detto: chi sono io per imporre la mia scelta? Invece, grazie al confronto, alle chiacchierate serene e alle visite al mio campo, con i loro tempi, sono arrivati a capire come evitare sostanze nocive."


Ci vuole molta intelligenza per comportarsi in questa maniera, ma la pazienza e il saper ascoltare il prossimo attendendo i suoi tempi di elaborazione e cambiamento portano frutti inaspettati.


"Io e mia moglie Bachan ci siamo sposati in aprile ma solo ora facciamo la festa di matrimonio quì al casale; la faremo tra due giorni e sarà per 150 persone invitate al nostro banchetto rurale con piatti da noi autoprodotti e sai chi mi farà il regalo di cucinare pietanze che mi aiuteranno a sfamare i numerosi amici? Esatto, proprio quei vicini che prima usavano l'erbicida..."


#seminatebuonavita


Orto Franco località Le Querce Viterbo - https://www.facebook.com/orto.franco

 

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LA MAPPA E LE STORIE SONO IN LENTO MA CONTINUO E INESORABILE AGGIORNAMENTO


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