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Con il cuore pieno di gioia e le mani pulite di terra: la mia.


E' difficile trasmettere a parole la gioia che si prova quando la terra risponde, funziona, dà vita...

Nel caso di Hasmik e del suo Orto di Gelso è stato ancora più eclatante, perchè in quel favoloso e tanto anelato pezzo di terra l'acqua non c'era e non c'è ed è come dire, ad esempio, che la tappezzeria in casa vada messa senza la colla. Ma quello era il pezzo di terra che da una parte sentiva suo e dall'altra poteva permettersi di acquistare, ed è proprio qui che arriva la capacità del suolo, se stimolato nella giusta maniera, e soprattutto quella delle colture se spinte verso la giusta direzione. Un'esperienza come questa, anche se estrema per certi versi e per altri meno dato che esistono tecniche di aridocoltura affermate, è comunque la dimostrazione del fatto che se produciamo su piccola scala in tanti e sempre di più, il terreno può diventare capace di comportarsi sempre meglio; mentre se si continua a produrre in vaste aree in pochi produttori industriali ma sfruttando sempre più superficie agricola, allora il suolo viene forzato e devastato per aumentare la sua capacità produttiva e il potere dell'alimentazione resta in mano ai pochi e non alle persone tutte. E' questo il cuore della riflessione che io sono stimolato a fare dopo avere ascoltato la testimonianza fruibile in basso: pochi contadini ma sempre più terreni localmente, anzichè grandi appezzamenti per un'oligarchia industriale alimentare che sventra la terra solo per commercializzare quando va bene alimenti riempi pancia e inutili alla nostra vera nutrizione oppure nel peggiore dei casi junk food.


Ancora una volta una donna trova il suo rapporto personale con la terra, con il proprio suolo. Per me non è assolutamente un caso dato che la capacità di creare e quella di resilienza sono sia nella terra che nella donna; credo che sia un pò come riappropriarsi di un ruolo che atavicamente in campagna è sempre stato declinato al femminile, ma che in questo caso è caratterizzato dalla totale indipendenza come per l'Orto di Gelso.


E poi credo che esista anche un ormai conclamato e visibile valore legato all'essenza delle persone che lavorano la terra e dei clienti che localmente si servono delle loro risorse: sono tutti umanamente più belli e vitali perchè stanno meglio. Punto.


Se ti nutri di alimenti vitali nati da terre vive e sane il resto va da sé e funziona anche energeticamente proprio dal punto di vista della vitalità, perchè anche noi esseri umani facciamo parte della natura e dovremmo servircene maggiormente ma nel giusto modo e cioè quello in cui restituiamo al suolo le energie prese in prestito e così salveremmo anche l'ambiente: credo che questo aspetto Hasmik lo abbia compreso molto bene.



Cliccate qui sotto per ascoltare la testimonianza.

Spero che questo mio lavoro vi ispiri affinché possiate iniziare a scegliere alimenti locali e vicini che per nascere, crescere e raggiungerci non consumino il nostro ambiente ma creino buona salute e della sana socialità. Se questa realtà si trova nella vostra zona contattatela per comprendere in che maniera potrete servirvi delle sue risorse oppure per ispirarvi e realizzare il vostro progetto.


Orto di Gelso, via del cerro, Nepi, Lazio

329 206 1278 • gelso@ortodigelso.it


La nostra terra e la vostra salute vi ringraziano.









 

CHIUNQUE SIA ARRIVATO FIN QUI, ORA POSSIEDE IL GRANDE POTERE DI DARE FORZA AL PROGETTO CONDIVIDENDO IL PIU' POSSIBILE QUESTA TESTIMONIANZA, AFFINCHE' AUMENTI SEMPRE PIU' IL NUMERO DI PERSONE CHE COMPIONO LE SCELTE GIUSTE PER LA PROPRIA SALUTE E PER QUELLA DELLA TERRA.

 
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