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Riappropriarsi della nutrizione


Non ho dubbi sul fatto che noi siamo solo una piccola parte del "sistema" natura, esattamente come so che la nostra disconnessione è avvenuta nel momento in cui sono state abbandonate in massa le campagne. Le società contadine sono state attraversate da migrazioni e da guerre, lotte che nel mondo continuano ancora oggi, e in Italia dopo la seconda guerra nel ventennio degli anni 60/70, quello che noi chiamiamo progresso (industriale e tecnologico) e che ha portato gradualmente alla cementificazione del suolo, ha avuto la meglio. Ora il tema è questo: come è possibile pensare che una persona asfaltata di catrame o ricoperta di cemento possa respirare? Come non prevedere che essendo il suolo la maggiore riserva naturale di carbonio organico, che detto male rappresenta l'aria e la vita di tutti, ostacolandolo si sarebbe contrastata la nostra stessa vita? Le pratiche agricole non virtuose e invasive diffusamente adottate in Italia, come in tutto il resto del mondo, causano al nostro suolo la perdita del carbonio organico che torna in atmosfera sotto forma di CO2; è esattamente come se ci bucassero i polmoni, anche se la differenza è che nel caso del suolo, a causa della continua e massiccia impermeabilizzazione, non sta respirando un intero pianeta quindi non solamente gli esseri umani ma la natura tutta quanta che contiene anche noi. Non è che se la terra sta male "chi se ne frega tanto nelle nostre case al calduccio stiamo bene", perché la terra vive meravigliosamente senza noi lo ha già fatto per milioni di anni mentre noi senza le sue risorse non camperemmo un giorno. Detto questo, la situazione attuale è aggravata dal fatto che il sistema della politica che paghiamo noi e che dovrebbe governare con un progetto che tuteli un futuro a gettata almeno trentennale, non lo fa dopo qualche anno inizia il girotondo tutti giù per terra, si rialzano gli stessi spesso con magliette dell'altra squadra, si riparte e si fallisce nuovamente. Per una volta tanto che arriva il fantomatico Green Deal, la possibilità di fondi e progetti a lungo termine per raggiungere uno scopo, qualcuno di voi ha sentito parlare di un ministero del suolo? Di un dipartimento che regoli la cementificazione? Di un ufficio tecnico della fertilità dei terreni agricoli, delle biodiversità o delle aree naturali? Di un organo che tuteli il territorio, gli habitat, i servizi verdi ricreativi, l'educazione ambientale nelle scuole primarie e magari già che ci siamo anche quella alimentare? Non esistono semplicemente perché la terra rende molto di più se viene sfruttata intensivamente, se la si impermeabilizza o la si ricopre di cemento e anche la cultura per la massa deve essere quella utile al sistema che sostiene questo ciclo distruttivo.


E' chiaro che a qualsiasi sistema politico non gliene sia fregato mai una beata fava delle sorti di questa terra, luogo sul quale la politica tutta e i suoi accoliti di corte poggiano i piedi con il preciso scopo di "viverci temporaneamente succhiando benefici economici e personali il più possibile". E allora ecco che dal basso si muove un'inarrestabile moltitudine di persone che difende la terra e le sue risorse infinite; un'onda che da tempo si è già alzata e sta facendo il suo corso. Dopo avere parlato con Cabotina Farm, protagonista della testimonianza di questo post, io mi sento ancora più tranquillo perché ho la riprova del fatto che chi lavora la terra in maniera onesta e tutelandola non ha semplicemente un mestiere tra le mani, ma rappresenta uno stile di vita, una cultura, una visione del mondo. A Cabotina Farm il progetto è quello di riappropriarsi delle capacità nutrizionali che devono avere gli alimenti grazie alla terra pulita che in maniera sana li nutre e come si vede nell'immagine in basso, è stata una totale scelta di vita: anzi, di vite.



Cliccate qui sotto per ascoltare la testimonianza.

Spero che questo mio lavoro vi ispiri affinché possiate iniziare a scegliere alimenti locali e vicini che per nascere, crescere e raggiungerci non consumino il nostro ambiente ma creino buona salute e della sana socialità. Se questa realtà si trova nella vostra zona contattatela per comprendere in che maniera potrete servirvi delle sue risorse oppure per ispirarvi e realizzare il vostro progetto.


Cabotina Farm, strada provinciale 1, 18010, Triora, Liguria


La nostra terra e la vostra salute vi ringraziano.









 

CHIUNQUE SIA ARRIVATO FIN QUI, ORA POSSIEDE IL GRANDE POTERE DI DARE FORZA AL PROGETTO CONDIVIDENDO IL PIU' POSSIBILE QUESTA TESTIMONIANZA, AFFINCHE' AUMENTI SEMPRE PIU' IL NUMERO DI PERSONE CHE COMPIONO LE SCELTE GIUSTE PER LA PROPRIA SALUTE E PER QUELLA DELLA TERRA.

 
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